La foto perfetta che... Non ho mai scattato

Alex

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Una cosa che ho imparato da quando mi sono avvicinato al mondo della fotografia è come, col passare del tempo, il fotografo

modifichi il proprio approccio nell'osservazione di ciò che lo circonda, lo sviluppo di quello comunemente conosciuto come

"occhio fotografico", ovvero una sorta di quasi incosapevole ma continuo monitoraggio della realtà alla ricerca di un

particolare, un momento, un fotogramma che isolato dal contesto assuma un sapore sconosciuto all'osservatore superficiale.

Un'altra cosa che ho imparato è che le foto migliori arrivano quando meno te lo aspetti, forse a causa della naturalezza del momento che arriva senza particolare premeditazione e studio, figlio dell'istinto e della capacità di chi riesce ad anticiparlo pochi istanti prima che si verifichi e congelarlo in uno scatto prima che, con la stessa rapidità con cui si è sviluppato, passi per sempre.

La combinazione di questi due fattori comporta che, a volte, il nostro occhio percepisca una scena degna del nostro miglior portfolio ma per le cause più disparate non siamo nelle condizioni di forografarla.

Poi sì sa, la nostra miglior foto è sempre quella che non abbiamo scattato, ma sono sicuro che ognuno di noi porta nel cuore un particolare scatto mancato per il quale ancora di mangia le mani.

Visto che indietro non si torna, perché non provare a raccontarlo, così come i nostri occhi l'hanno percepito?

La mia miglior foto "non scattata" è nata così.

E' un pomeriggio d'autunno, con il sole ormai basso sull'orizzonte ed una leggera nebbiolina che galleggia sopra i campi come un fresco lenzuolo.

Percorrendo la statale che dalla città porta al paese dove abito, appena fuori dal centro abitato, quando i campi iniziano a fiancheggiare il cammino, dall'altra parte di uno di questi noto un nonno con il suo nipotino che giocano su una carraia parallela alla strada principale, è la classica scena che scorgi con la coda dell'occhio mentre guidi assorto nei pensieri.

Ad un certo punto il nonno calcia in aria il pallone verso il bimbo e ... uno stormo di non so quanti uccelli si solleva in volo dietro di loro. Mi volto di scatto attirato dal movimento di quel fitto nugolo di volatili e lei è lì, la scena perfetta!

In primo piano il campo con questa nebbiolina quasi surreale ad accarezzarlo, la silhouette del nonno e del nipotino, la palla a mezz'aria ed il bimbo con le mani protese al cielo, sullo sfondo lo stormo di uccelli che sollevano in volo, il tutto avvolto dai caldi colori di un tramonto di mezzo autunno.

Perfetta, forse fin troppo per essere immortalata in un fotogramma.
 
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