BN - STAMPA - Ricalcolare tempo di esposizione dopo aver cambiato altezza colonna ingranditore

gioffry

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Quando stampate le vostre immagini con un ingranditore, vi sarà capitato spesso di trovarvi davanti ad un problema che si risolve facilmente ma con ulteriore dispendio di carta.




Quando abbiamo trovato la giusta esposizione della carta con un provino scalare ma decidiamo di voler stampare su una carta più grande o più piccola dobbiamo alzare o abbassare la testa dell’ingranditore sulla colonna. Ciò ovviamente comporta un cambiamento nella quantità di luce che raggiunge la carta. Per cui la vecchia esposizione non è più corretta e bisogna rifare il provino scalare per trovare la nuova.

Oppure? Non è sufficiente un veloce calcolo matematico? Si certo.

Ho infatti imparato che “la variazione di esposizione varia in proporzione all’area dell’immagine proiettata, ovvero in proporzione al quadrato della distanza. La formula è la seguente T1:H1²=T2:H2², dove T1 è il tempo noto, H1 l’altezza della colonna originaria, H2 la nuova altezza e T2 il tempo da trovare”.

E dopo aver imparato? Ho creato un file excel (che vi allego) con cui automatizzo questo processo e consumo meno carta!

Semplice no? Volete provare subito? Cliccate QUI
 

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mangi

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Anche a me è capitato, ma spesso, sia per pigrizia ma anche per non sprecare carta, di abbandonare e non stampare più grande, ad esempio.
Avevo sentito parlare di questa formula, ma non ho mai avuto il coraggio di provarla. Tu hai provato? la stampa viene perfettamente uguale, anche con lo stesso contrasto?
grazie
 

gioffry

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E chi ha parlato di contrasto! :)

Questo meccanismo è perfettamente funzionante solo "quando abbiamo trovato la giusta esposizione della carta con un provino scalare ma decidiamo di voler stampare su una carta più grande o più piccola" e "dobbiamo alzare o abbassare la testa dell’ingranditore sulla colonna".

Se invece siamo ad uno step più avanzato, ovvero abbiamo trovato il giusto contrasto e dunque abbiamo determinato la nuova esposizione, questo meccanismo comincia a incepparsi: infatti più si modifica l'altezza della colonna e più si percepisce una modifica del contrasto. E dunque siccome noi vogliamo una stampa perfetta, è necessario rifare il provino dei contrasti (non c'è altra soluzione).
 

mangi

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E chi ha parlato di contrasto! :)

Questo meccanismo è perfettamente funzionante solo "quando abbiamo trovato la giusta esposizione della carta con un provino scalare ma decidiamo di voler stampare su una carta più grande o più piccola" e "dobbiamo alzare o abbassare la testa dell’ingranditore sulla colonna".

Se invece siamo ad uno step più avanzato, ovvero abbiamo trovato il giusto contrasto e dunque abbiamo determinato la nuova esposizione, questo meccanismo comincia a incepparsi: infatti più si modifica l'altezza della colonna e più si percepisce una modifica del contrasto. E dunque siccome noi vogliamo una stampa perfetta, è necessario rifare il provino dei contrasti (non c'è altra soluzione).
Ok era il mio dubbio (variando l'altezza della colonna e adeguando il tempo, ho una variazione del contrasto) e me lo hai confermato, grazie.
 

gioffry

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Te lo riconfermo in maniera più semplice: SI

Però ora mi tocca spiegarlo in maniera più tecnica: anche le carte, come le pellicole, come photoshop, come le donne :love: ecc.. hanno curve caratteristiche. Queste, per esempio sono le curve di una baritata ilford a contrasto variabile.

Schermata 2017-11-07 alle 12.21.56.png

In questo caso sono disegnate 7 curve tanti quanti sono i filtri ilford censiti (da 00 a 5)
Sull'asse X ci sono i valori di esposizione (sx esposizione breve, destra esposizione lunga)
Sull'asse Y ci sono i valori di densità della carta esposta e sviluppata

Cos'è la densità? In estremissima sintesi (non me ne vogliano i puristi) la densità è il valore di annerimento: più la carta è esposta alla luce più aumenta la sua densità.

Quindi? Arriviamo da soli alla facile conclusione che variando la luce (qualunque sia la variazione: intensità, distanza, tempo, tipologia, ecc...) varia anche il contrasto (seppur non in maniera lineare).
 
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