rapporto distanza-durezza della luce

bebboy

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Continuo a pormi un problema sul comportamento della luce al quale non riesco a dare una spiegazione.
Su diversi siti di fotografia si legge che allontanando la fonte di luce dal soggetto la luce diventa più "dura"....teoria facilmente dimostrabile con un paio di prove,usando un flash.La domanda è perché??
Se vado ad intuizione direi il contrario,altrettanto se penso al decadimento della luce in base alla distanza.
Se posiziono una fonte di luce come il flash, ad una distanza diciamo di 10cm da un soggetto,otterrò un'esposizione corretta nel punto di incidenza della luce ed ipoteticamente, una sottoesposizione di due stop a 10cm oltre questo punto.la distanza risulta doppia.quindi mi immagino un forte decadimento che produrrà un'ombra più dura.
Se mi portassi invece ad una distanza di un metro,una differenza di 10cm sarebbe solo il 10%...quindi una transizione più morbida.
Evidentemente il mio ragionamento è sbagliato...ma dove sbaglio??
 

giorgio90

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La luce dura (o meglio io parlerei più di ombre dure) si ha quando la sorgente è vicina, come giustamente dici.

Onestamente forse non ho capito cosa vuoi dire, però a me pare che anche gli esperimenti pratici dicano ciò.
Il fatto è che, parlando fisicamente, quando la sorgente è vicina, una grossa quota parte della radiazione colpisce il soggetto, con angolazioni dei "raggi" pressappoco parallele tra loro, quindi la luce è molto direzionale. Il fatto che i raggi siano paralleli è fondamentale, perchè crea appunto ombre nette e con contorni ben delineati.

Diverso è mettere la sorgente ad esempio a 5m. A quella distanza la luce, che si allontana radialmente dalla sorgente, arriverà con traiettorie non perfettamente parallele. quindi parte dei raggi arriva nel punto centrale del soggetto, ma parte ora arriverà anche ai bordi, andando ad ammorbidire le ombre e la luce stessa.

Questo fenomeno di "diffusione" della luce ha difatti un certo legame con il fatto che con la luce decresce con il quadrato della distanza. Il motivo di ciò sta proprio nel fatto che più ci si allontana dal soggetto, più una parte della luce va in sù, in basso, a destra, a sinistra, e quello che rimane colpisce il soggetto.

Ho capito male cosa intendevi?
 

mangi

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Discorso interessante......resto collegato, sono assetato di sapere sull'argomento!:D
un saluto
Mangi
 

bebboy

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Ecco un'altra aspetto che non avevo considerato,la direzionalita'
Quello che dici è in linea con quanto pensavo,ma in tutti gli articoli che ho trovato dicono l'esatto contrario...da li il dubbio.parlano di luci dure quando si è lontani e più morbide quando si è vicini.
Probabilmente la chiave è,come dici,la direzionalita'.
Ho fatto due esperimenti al volo ed ho ottenuto due risultati contrastanti.
In uno con flash nudo le ombre si ammorbidiscono quanto più mi allontano.
Nell'altro ho montato un softbox ed il risultato è il contrario...
1-soggetto a 70 cm con softbox
_MG_6444c.jpg
2- soggetto a 140cm con softbox
_MG_6445c.jpg

3-soggetto a 2mt flash nudo
_MG_6447c.jpg

4- soggetto ad 1mt flash nudo
_MG_6448c.jpg
 
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Nomed

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Considerando una fonte di luce di una dimensione fissa questo è quello che succede:
  • più è vicina la fonte di luce a un oggetto e maggiore sarà la dimensione relativa
  • più è lontana la fonte di luce da un oggetto e minore sarà la dimensione relativa
  • dimensioni relative piccole portano a una zona di transizione tra ombre e alte luci più stretta, quindi si parla di alto contrasto
  • dimensioni relative grande portano a una zona di transizione tra ombre e alte luci più ampia, quindi si parla di basso contrasto
E questo è quello che riguarda la durezza della luce che è influenzata solamente dalla dimensione relativa della fonte di luce rispetto al soggetto preso in considerazione. Per spiegarmi meglio ho fatto un disegnetto al volo.

Dimensione relativa.jpg
Perdonate l'incredibile abilità di disegno. :p

Allora, se osservate il disegno vedete che quando una luce è vicina al soggetto c'è una zona che è quella di ombra completa, mentre da un certo punto in poi (da dove finisce la linea rosso scuro), l'area viene via via illuminata da una maggiore percentuale della fonte di luce principale, fino ad arrivare al punto in cui viene illuminata da tutta la fonte di luce, dopo la quale passiamo alla zona di alta luce.

Più è ampia la zona di transizione è minore è il contrasto nell'illuminazione, quella che viene definita luce morbida.

Quando allontaniamo la stessa fonte di luce di prima, la dimensione relativa è più piccola e vediamo che la zona di transizione è molto più stretta, quindi si passa più velocemente dall'ombra alla zona di alta luce, portando a un contrasto maggiore e quindi a una luce dura.

Pensando al contrasto bisogna concentrarsi su quest'aspetto, il fatto che la luce decade più in fretta quando è vicina a un soggetto porta ad altre considerazioni, che però a questo stadio possono confondere.
 

bebboy

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Infatti mi sono confuso più che mai!!:aehm:
Grazie!la tua spiegazione è stata molto semplice ed esaustiva...posso tenere il disegnino come ricordooo??:rotfl:
Probabilmente le mie prove caserecce sono state vanificate dal fatto che,allontanado la sorgente luminosa dal soggetto,la quantità di luce riflessa dalle pareti era maggiore.quindi ombre ammorbidite.
 

Nomed

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Probabilmente le mie prove caserecce sono state vanificate dal fatto che,allontanado la sorgente luminosa dal soggetto,la quantità di luce riflessa dalle pareti era maggiore.quindi ombre ammorbidite.
Non solo quello, ma bisogna bilanciare di volta in volta l'esposizione altrimenti hai l'impressione che il contrasto sia più duro di quanto non è nella realtà. Il flash nudo già di suo parte molto duro, una differenza di un metro non basta a far vedere il cambio di contrasto, dovresti provare a spostarti molto di più. Tieni presente inoltre che bisogna allontanare la luce seguendo una retta che ha la direzione soggetto-luce, altrimenti ti cambia la direzione dell'illuminazione e si spostano le ombre, falsando maggiormente le prove.

.posso tenere il disegnino come ricordooo??:rotfl:
Ahahaha te ne faccio anche un altro per mostrarti sommariamente come funziona la legge dell'inverso del quadrato:


inverse square law.jpg

Un modo veloce per ricordare la legge dell'inverso del quadrato per la fotografia è "ogni volta che si raddoppia o si dimezza la distanza tra luce e soggetto, c'è un cambio di 2 stop"

Tenendo in considerazione due persone una vicino all'altra (che potrebbero anche essere i due lati del viso di una persona), se la luce è vicina come nella parte in alto del disegno, basta raddoppiare la distanza tra la luce e il soggetto su cui hai preso l'esposizione (quindi dove sta lo zero) e perdi due stop. E come vedi la persona a sinistra sta anche oltre questo raddoppio, quindi è sottoesposta di più di due stop.

Le due persone rimangono alla stessa distanza tra di loro, ma nell'esempio sotto sposti la luce lontana da loro. Quando raddoppi la distanza tra il soggetto su cui hai preso l'esposizione vedi che la perdita di due stop va molto oltre il tipo sulla sinistra, che in questo caso è sottoesposto molto di meno (più o meno uno stop).

Per questo quando si illumina un gruppo di persone è preferibile mettere la luce più lontana possibile, così anche se le persone si trovano a distanze diverse dalla fonte di luce prendono più o meno la stessa esposizione. Quindi le zone illuminate sono tutte più o meno alla stessa luminosità, ma appena si forma un'ombra è molto netta (per via della dimensione relativa che porta a un alto contrasto).

Per questo motivo nel caso per esempio della foto di tutto il cast di una serie televisiva, dove vuoi che siano tutti illuminati allo stesso modo ma vuoi anche che la luce sia morbida, si usano delle softbox grosse come una parete, poste molto lontano. In questo modo hai la luce che decade molto lentamente, ma il contrasto non è molto alto perché la dimensione relativa rimane grande, visto che stai utilizzando un modificatore enorme.
 

giorgio90

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mmmm, il discorso di Carlo è giusto, anche se secondo me vale solo per luci con modificatori che "direzionano" la luce. Il comportamento delle ombre, con una luce tipo lampadina (alla quale mi riferivo io in quello detto prima, trascurando i modificatori) è secondo me diverso. Il fatto è che in una lampadina la luce esce radialmente, come un globo, quindi la luce va un po' ovunque, mentre con un flash o meglio un modificatore la direzione è quasi imposta e quindi il discorso ora fila...:doh:
 

Nomed

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Il comportamento delle ombre, con una luce tipo lampadina (alla quale mi riferivo io in quello detto prima, trascurando i modificatori) è secondo me diverso.
Se ci pensi però la luce del Sole, che è tra le più puntiformi e lontane che puoi trovare genera ombre molto dure, la differenza tra una fonte di luce puntiforme molto vicina a un soggetto e una molto lontana sta solo nella velocità in cui perde intensità (legata alla legge dell'inverso del quadrato).

La differenza di una luce omnidirezionale da una direzionale sta sopratutto nella luce indiretta che può generare una luci omnidirezionale per esempio in una stanza molto piccola, dove la luce non colpisce solo il soggetto ma va anche sul soffitto e sulle altre pareti, creando in pratica fonti di luce aggiuntive che possono avere un contrasto basso e possono servire come luce di riempimento.

ombra_lucepuntiforme.jpg

Prendendo in considerazione una luce puntiforme questa è l'ombra che genera.

Se la luce è omnidirezionale ed è una sfera gigantesca, allora la luce avrà un contrasto più basso, quindi le ombre saranno morbide, seguendo lo stesso principio di una luce direzionale, con la differenza che la luce va a rimbalzare anche tutto intorno.
 
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bebboy

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La linea di principio dovrebbe essere la stessa anche per i modificatori...softbox od ombrelli restituiscono una luce piu' morbida perchè diffondono in diverse direzioni.
Diciamo che questa è la legge fisica sul comportamento della luce ed è quello che volevo capire,poi nella pratica entrano in gioco altre variabili di cui tener conto
 

giorgio90

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@Nomed il discorso fila...anche se in realtà la luce solare è tra le luci più direzionali possibili, i raggi che arrivano sulla terra sono praticamente tutti paralleli tra loro (facendo un'accettabile approssimazione) :D
Sarebbe come un immenso snoot puntato sulla terra insomma :giggle:

Comunque voglio approfondire meglio, facendo qualche scatto dal vivo...solo cosi la mia testa dura si convincerà su quale sia la corretta soluzione al problema :D
 

Nomed

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@Nomed il discorso fila...anche se in realtà la luce solare è tra le luci più direzionali possibili, i raggi che arrivano sulla terra sono praticamente tutti paralleli tra loro (facendo un'accettabile approssimazione) :D
Ed è proprio l'angolo che hanno i raggi luminosi quando colpiscono il soggetto a influenzare il contrasto. Più sono simili tra di loro e più il contrasto è alto perché non c'è molta differenza tra gli estremi che riesce a "vedere" la fonte di luce. Anche una lampadina se posta a 1-2 metri ha raggi quasi paralleli che colpiscono un soggetto.

angolo_simile.jpg
In questo caso una lampadina piccola, si comporta esattamente come una lampadina molto più grossa posta a una distanza maggiore. In grigio chiaro ho segnato la zona di transizione tra ombra e zona illuminata.

angolo_ampio.jpg
Se avvicini la mega-lampadina il contrasto si abbassa perché i raggi che colpiscono il soggetto hanno angoli molto diversi. Con la linea segno solamente gli estremi ma all'interno delle linee arancioni ci sono tutti gli altri raggi che hanno angoli compresi tra i due estremi.

Tutto il discorso è verificabile empiricamente facendo delle prove naturalmente, ma il comportamento della luce per quello che interessa l'aspetto dell'illuminazione fotografica è tutto replicabile con la geometria descrittiva, appunto proiettando rette e vedendo dove vanno a colpire.

EDIT: Per chi è interessato alla gestione dell'illuminazione consiglio sempre Light, Science & Magic. E' un libro che approccia molto bene l'argomento parlando solamente del comportamento della luce, senza fare distinzioni tra luci artificiali, naturali, in studio o fuori.
 
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dallas

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La prima cosa cui ho pensato è la durezza della luce solare, i cui raggi, data la distanza, arrivano tutti paralleli.... E' vero che se allontani la fonte riduci l'intensità della luce, ma evidentemente è maggiore l'effetto prodotto dalla variazione di incidenza dei raggi di luce (a livello di creazione delle ombre e del loro profilo).
 
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